L’immobile resta la migliore forma di investimento

Il mito del mattone quale modo più sicuro di allocare i propri risparmi affonda le proprie radici in periodi storici dominati da forte inflazione, in cui l’investimento in attività reali ha permesso di difendersi dalla perdita di valore della moneta e quindi di proteggere il potere d’acquisto.
Inoltre, esso presenta una forte matrice socio-culturale ed emotiva che porta ad assimilare la “concretezza” fisica della casa ad un’idea di stabilità e sicurezza, rendendone il possesso un obiettivo primario e talvolta ossessione. Per questo la casa è stata la regina degli investimenti delle famiglie, nonché il principale mezzo di trasferimento della ricchezza di generazione in generazione.

Pur non volendo demolire questo mito tanto caro a tutti gli italiani, diciamo che tale affermazione non è affatto sempre vera da un punto di vista razionale!

01. Nessuna alternativa?

Innanzitutto, ogni tipo di investimento dovrebbe essere sempre effettuato in maniera saggia e consapevole sulla base dei propri obiettivi, del proprio #orizzontetemporale, ponderando correttamente il rendimento atteso e il rischio che possiamo sopportare. Prima di dire “miglior investimento” bisogna valutare tutte le alternative sul tavolo, compresi quegli strumenti finanziari talvolta visti con diffidenza a causa della mancanza di educazione finanziaria o semplicemente per la loro caratteristica “intangibilità”.
 
Una casa è lì immobile, possiamo vederla ed è magari molto solida ed accogliente, ma non è un investimento risk-free in quanto il suo valore, pur presentando delle fluttuazioni cicliche di durata molto lunga, varia nel tempo ed è soggetto a #volatilità e a potenziali perdite. Inoltre, l’investimento immobiliare presenta scarsa liquidità (serve tempo per vendere una casa!) e scarsa #diversificazione (difficilmente potremo comprare dieci case in luoghi diversi e quindi correremo il rischio di “aver messo tutte le uova in un paniere” e fare un bel frittatone!).
 

02. Senza rischi?

Inoltre, è opportuno non sottovalutare mai #quantocosta una casa: che si tratti di prima casa o investimento in una seconda, oltre al prezzo di acquisto bisognerebbe sempre calcolare le varie spese quali la rata del mutuo, i costi di gestione e manutenzione dell’immobile, le tasse, le spese notarili, le altre spese legali (ad esempio l’inquilino moroso), le commissioni dell’agenzia immobiliare, la parcella del perito per la valutazione e non da ultimo il costo del nostro tempo…il tempo è denaro!
 
Per i più scettici, a conti fatti potrebbe addirittura risultare più economico andare temporaneamente in affitto piuttosto che acquistare subito una prima casa (garantendo pertanto maggiore flessibilità di spesa e investimento nel futuro), quindi il “sono stanco di bruciare soldi per l’affitto” certe volte non vale!

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